Monitora · Il piano che resta vivo
Ogni tre mesi sai come sta andando davvero.
Confrontiamo quello che avevi previsto con quello che è successo — e con quello che hai già in ordine per i mesi che vengono. Ti diciamo dove ti stai allontanando dal piano e cosa conviene rivedere.
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Il business plan lo hai fatto una volta. Da allora è fermo in una cartella, e nessuno sa più se i numeri di allora somigliano a quelli di adesso.
Il bilancio te lo dice a maggio dell’anno dopo. Troppo tardi per farci qualcosa.
L’estratto conto invece lo guardi tutti i giorni, e sul piano non ti dice niente. Il trimestre sta in mezzo: è il primo momento in cui i numeri sono abbastanza fermi da decidere — bilancino, magazzino, incassi, ordini già presi — ed è ancora abbastanza presto perché una correzione cambi come finisce l’anno.
Cosa vedi ogni tre mesi
Il fatturato non basta a dirti come stai andando
Il fatturato è in linea con il piano. Il margine no. Guardando solo il primo grafico non avresti visto niente: è il secondo che dice che qualcosa è cambiato, e quando.
Sei numeri, letti in tre secondi
Ricavi e margine dicono se stai vendendo quanto avevi previsto e se ci stai guadagnando: due domande diverse, come ha appena mostrato il primo grafico. Giorni di incasso e magazzino dicono dove sono fermi i tuoi soldi. Capacità di rimborso e cassa dicono se bastano a pagare le rate e il resto. Verde: sei in linea. Rosso: sei fuori, e sai di quanto.
La capacità di rimborso (DSCR) misura quanto la gestione copre le rate del debito. Sotto il minimo concordato, la banca ha titolo per chiedere spiegazioni.
Quanto del prossimo trimestre è già venduto
Bilancino, magazzino e scadenzario dicono cosa è successo. Gli ordini che hai già preso e non hai ancora evaso dicono cosa sta per succedere: quanta parte del trimestre che viene è già coperta, e con che mix. È il dato che permette di rivedere il piano prima che il trimestre finisca, invece di commentarlo dopo.
Tre righe, non un altro cruscotto
Cosa è cambiato, cosa rivediamo nel piano, cosa fai entro il prossimo trimestre. Le scriviamo noi, dopo aver letto i numeri. È la parte che un software non fa.
Esempio illustrativo · revisione trimestrale Q3 · chiusura al 30/09
Cosa è cambiato
Il fatturato tiene: 2.391.000 € contro 2.400.000 € di piano. Il margine no: 11,0% contro 14,0%. Sono 73.000 € di margine che non ci sono. La causa non è il volume: è il mix. La lavorazione conto terzi è passata dal 20% al 40% del fatturato, e margina 15 punti in meno del resto.
Cosa rivediamo nel piano
Margine di piano da 14,0% a 11,5%, su Q4 e sull’esercizio prossimo. L’11,5% non è una speranza: 440.000 € dei 600.000 € di Q4 sono già ordini acquisiti, e su quelli il conto terzi pesa il 37% invece del 40% del trimestre appena chiuso. Con il margine rivisto la tua capacità di rimborso scende a 1,19, sotto il minimo di 1,20 che la banca ti chiede. Va detto adesso, prima della verifica annuale: un parametro sforato che arriva da te pesa diverso da uno che scoprono loro.
Cosa fai entro dicembre
Riporta i giorni di incasso da 83 a 75: sono 98.000 € che hai già fatturato e non hai ancora in cassa. E decidi sul conto terzi — o alzi il prezzo, o lo riporti sotto il 30% del fatturato. Non servono entrambe.
I numeri sono di un’azienda di esempio, coerenti fra loro. Il formato è quello che ricevi davvero.
Come funziona
Cosa mandi tu
Il bilancino di verifica del trimestre, il magazzino, lo scadenzario e gli ordini già acquisiti da evadere. Sono file che il gestionale esporta già.
Cosa facciamo noi
Aggiorniamo il modello, confrontiamo con il piano, ricalcoliamo gli indicatori e prepariamo la revisione.
Cosa ricevi
Il cruscotto aggiornato e la revisione a tre righe. Una call di mezz’ora se serve commentarla.
Cadenza trimestrale. Il tempo che ti chiediamo è l’invio dei file: il resto lo facciamo noi.
Per chi è
Hai un finanziamento in corso.
La banca ti chiede di rispettare certi parametri e di dimostrarlo una volta l’anno. Se sfori, meglio saperlo a marzo e arrivarci preparato che scoprirlo quando te lo dicono loro. Quei parametri si chiamano covenant, ed è la prima cosa che guardiamo.
Hai dei soci.
Ogni volta che ti chiedono come sta andando rispondi con quello che ricordi. Con una revisione trimestrale rispondi con un documento.
Vuoi accorgerti in tempo.
Le difficoltà non arrivano tutte insieme: prima si allungano gli incassi, poi si stringe la cassa, poi diventa un problema. Un controllo ogni tre mesi serve a vedere il primo pezzo, non il terzo.
Hai un piano e vuoi sapere se regge.
Senza obblighi verso nessuno. Solo per sapere se quello che avevi previsto sta succedendo.
Da dove si parte
Hai già un business plan
Tuo o fatto da altri. Si carica e si parte dal primo trimestre.
Hai un finanziamento
Il piano lo hai presentato alla banca. Lo riprendiamo da lì e lo agganciamo agli impegni che hai preso.
Non hai niente di scritto
Solo i bilanci e il gestionale. Il primo trimestre serve a costruire un piano leggero: da lì in poi c’è qualcosa con cui confrontarsi.
Domande
In cosa è diverso da quello che fa il commercialista?
Il commercialista chiude il bilancio e assolve gli adempimenti, lavorando sul consuntivo: guarda quello che è già successo, nei momenti dell’anno in cui la legge glielo chiede. Qui si confronta il piano con quello che sta succedendo e con gli ordini che hai già in mano per i mesi che vengono. È un’altra cosa, e si fa in un altro momento dell’anno.
Serve a mettersi in regola con il Codice della Crisi?
No, e non va inteso così. La legge chiede all’imprenditore di dotarsi di strumenti per accorgersi per tempo delle difficoltà: quell’obbligo è tuo e non è delegabile a un fornitore. Noi ti diamo i numeri per assolverlo e te li diamo ogni tre mesi invece che una volta l’anno. Non ti sostituiamo nell’obbligo e non certifichiamo niente.
Che dati servono?
Il bilancino di verifica del trimestre, il magazzino, lo scadenzario e gli ordini da evadere. Sono esportazioni standard del gestionale: se il tuo ufficio amministrativo li produce già per il commercialista, servono gli stessi file.
Se dai numeri emerge un problema serio?
Te lo diciamo, e ti diciamo cosa serve. Se l’intervento va oltre il monitoraggio — una ristrutturazione, un piano di risanamento, un percorso con i creditori — ti indichiamo chi può farlo. Non è il nostro mestiere e non facciamo finta che lo sia.
Cosa non è
Il monitoraggio misura e segnala. Non sostituisce il tuo organo di controllo, la revisione legale o gli strumenti che la legge chiede all’impresa di darsi: quelli restano tuoi. Se dai numeri emerge qualcosa che richiede un intervento, te lo diciamo e ti indichiamo chi può farlo.
Vediamo se ha senso per la tua azienda
Mezz’ora per capire come stai messo e cosa servirebbe. Ti diciamo come funziona e quanto tempo ti chiede; se non è il caso tuo, te lo diciamo.