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Esempio Business Plan

business plan modello

schema business plan


Presentiamo di seguito esempi di business plan relativi ad un piano industriale nel settore della plastica.

Il lavoro può essere ripreso come modello di business plan basato su uno schema generale.


E’ stata da poco costituita la società PLASTICA spa.

Il settore nel quale si inserisce l’iniziativa è quello del riciclaggio delle materie plastiche.


La PLASTICA spa si occuperà in particolare di polipropilene; vengono utilizzate a questo scopo tecnologie specifiche molto avanzate che consentono di ottenere prodotti finiti rigenerati le cui caratteristiche meccaniche e tecniche sono molto simili al prodotto vergine.


L'impiego delle materie plastiche è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Ma, oltre ai vantaggi della praticità e dell'economicità, crea di riflesso rilevanti problemi ambientali dovuti alla difficoltà di smaltimento dei rifiuti plastici. Un altro aspetto di importanza non secondaria che qualifica il progetto in questione è il minore impatto ambientale che una soluzione di riciclo comporta rispetto alla classica, e ancora oggi maggiormente utilizzata, soluzione di messa in discarica dei rifiuti.


L’iniziativa rientra quindi in un progetto finalizzato alla riduzione dell'inquinamento. Si tratta di diminuire il più possibile l’impatto sull’ambiente della plastica usata come:


La società PLASTICA spa si inserisce nella filiera del riciclaggio delle materie prime nelle fasi di trattamento mediante il lavaggio, la macinazione, l’asciugatura e la rigranulazione della plastica da rigenerare.

Il granulo rigenerato, polietilene bassa (LDPE) media (MDPE) alta densità (HDPE) e polipropilene (PP), verrà utilizzato da altre imprese trasformatrici.

 

Consorzio per il riciclaggio dei rifiuti di beni in polietilene (www.polieco.it)

Dall'11 novembre 1998 è operativo il "consorzio per il riciclaggio dei rifiuti di beni in polietilene - POLIECO", previsto dall'art. n.48 del decreto Ronchi, il cui statuto è stato approvato con decreto del Ministero dell'Ambiente del 15 luglio 1998.

Con il decreto di approvazione, il Ministero ha fissato gli obiettivi minimi di riciclaggio del consorzio per i due anni seguenti, che sono pari al 15% dei beni in polietilene immessi al consumo sul mercato nazionale.

La costituzione di un consorzio specifico per i beni in polietilene, le cui competenze non comprendono gli imballaggi, si è resa necessaria principalmente per risolvere il problema del recupero del film plastico usato per le serre in agricoltura, impedendo in tal modo che questo sia bruciato nei campi o abbandonato lungo le strade ed i greti di fiumi e torrenti.


I produttori di plastica non riescono a tenere il passo degli ordini

La plastica cresce velocemente. Ma l'industria italiana - dopo le ristrutturazioni degli anni scorsi, che hanno portato alla chiusura di tanti stabilimenti petrolchimici - non riesce stare al passo con la crescita della domanda.

Sono quindi iproduttori esteri a soddisfare la richiesta dell'industria italiana e i Paesi che non hanno spaventato gli investimenti chimici. Le importazioni ormai soddisfanno i due terzi del fabbisogno italiani.

Distribuzione

I distributori in Italia sono tanti, forse troppi: si parla di oltre 250 operatori per un mercato concentrato prevalente nel Centro Nord della penisola. Le recenti fusioni i grandi produttori e l’avvento del commercio elettronico potrebbero però cambiare le regole del gioco…

L’Italia è un paese anomalo nel contesto europeo: abbiamo un’industria di piccole-medie dimensioni, molto frammentata e concentrata in un territorio che, prevalentemente, copre il Nord della penisola e la fascia adriatica. Ciò vale per l’industria in generale e ancor più per il settore delle materie plastiche, che conta quasi 10mila aziende trasformatrici.

Poliammidi

Le poliammidi sono particolarmente indicate per le applicazioni nel settore elettrico-elettronico, un successo al quale non sono estranei fattori come la processabilità e la possibilità di incorporare materiali rinforzanti che ne ampliano le possibilità di impiego

Prima metà degli anni '30: gli Stati Uniti si stanno lentamente riprendendo da una gravissima crisi economica e industriale, ma già pensano al futuro. Nei laboratori di ricerca del colosso chimico DuPont de Nemours, ad esempio, si sta mettendo a punto una resina destinata a segnare una tappa decisiva nella storia della chimica macromolecolare. A guidare il team di ricercatori un brillante laureato di Harward, Wallace Hume Carothers.

Applicazioni recenti

La versatilità delle resine poliammidiche si manifesta in tutta la sua ampiezza nella fabbricazione di manufatti che non richiedono operazioni aggiuntive di finitura.

Cominciamo dalle applicazioni domestiche: nelle teste di aspirazione dei moderni aspirapolvere sono integrate numerose funzioni accessorie che tendono a renderle più pesanti. Nello stesso tempo la maggiore lunghezza dei tubi di prolunga, e il conseguente aumento del braccio di leva, sottopone questi elementi a severe sollecitazioni che sconsigliano l'impiego del tradizionale ABS.

 Poliammidi in casa

Sono ancora i tecnopolimeri a tenere campo negli impianti elettrici domestici.

Vale la pena ricordare, a questo punto, che nelle prese inserite a filo in una parete, il calore viene dissipato lentamente, tanto che alcune parti possono raggiungere la temperatura di 100°C. Dopo una prolungata esposizione al calore, però, quasi tutti i tecnopolimeri termoplastici cominciano a manifestare fenomeni di scorrimento plastico, e le variazioni dimensionali provocate da questo fenomeno possono pregiudicare l'affidabilità dell'interruttore di protezione con conseguenze che potrebbero anche rivelarsi fatali.

L’elettronica

Non meno importanti le applicazioni in campo elettronico. Il sistema, che potrebbe presto sostituire la tradizionale medaglietta in metallo, può memorizzare informazioni di vario tipo, ad esempio l'anamnesi completa del soggetto, il risultato degli esami radiografici, l'eventuale sensibilità allergica nei confronti di determinati farmaci, le condizioni della dentatura, eccetera.


L’investimento presuppone l’acquisto di un impianto completo per il trattamento ed il riciclaggio:


Investimento complessivo di Euro 1.834 milioni.


Di seguito presentiamo le previsioni sui prezzi di vendita del Polipropilene Nero per i prossimi 5 anni, in base a valutazioni di mercato e proiezioni del prezzo attuale di Euro 850/Kg.


I primi 6 mesi del primo anno di attività saranno impiegati per installare i macchinari, per i quali è previsto un termine di consegna di 8 mesi. L’inizio della produzione è quindi previsto dal 9° mese con 1 turno di produzione per 4 mesi.

Si intende utilizzare una forza di vendita indiretta ai quali viene corrisposto il 10% delle vendite andate a buon fine.


Il fatturato previsto è il seguente:

 

anno

2010

2011

2012

2013

2014

Vendite totali(milioni di Euro)

648

2.520

2.705

2.874

3.052

Quantità totale

(Kg)

712.800

2.613.600

2.671.680

2.729.760

2.787.840

 

Le materie prime vengono acquistate da una ditta locale.

Si prevede che i costi unitari di produzione aumentino del 3% annuo.


Per i costi generali sono previsti aumenti annui del 3%.


Il piano del personale prevede di assumere 1 direttore di produzione e 1 direttore commerciale fin dall’inizio del 1° anno di attività.

Per quanto riguarda gli operai, per ogni turno ne sono necessari 3: nel primo anno saranno assunti 3 per i primi tre mesi di avvio della produzione e altri 3 a partire dal 4° mese di produzione.

E’ prevista la possibilità di usufruire di agevolazioni fiscali sulla riduzione dei contributi previdenziali (riduzione del 40%).


Gli esborsi per gli investimenti sono previsti tutti nel primo anno di attività.

Il piano di ammortamento prevede un tasso del 10% annuo per le immobilizzazioni industriali e 20% per il software.

 

Le fonti di finanziamento per il progetto verranno reperite nei seguenti modi:

Le risultanze del Cash Flow evidenziano un ritorno in termini finanziari dall’investimento già dal 4° anno, senza ulteriori finanziamenti in conto capitale o da parte di investitori istituzionali (Private Equity).

Nel caso di un intervento esterno nel capitale, le previsioni sarebbero ancora più rosee, in quanto andrebbero a ridursi gli interessi passivi.



2010

2011

2012

2013

2014







FLUSSI DI CASSA
(valori in milioni di Euro)

 

 

 

 

 

BANCHE SALDO INIZIALE

 

(1.723)

(1.082)

(4634)

214







INCASSI






Versamenti di capitali

20





Mutui erogati

400

 

 

 

 

Interessi attivi netti

 

 

 

 

12

Incassi da clienti

648

2.520

2.704

2.874

3.052

Altri incassi

50





Totali incassi

1.118

2.520

2.704

2.874

3.064

 

 

 

 

 

PAGAMENTI

 

 

 

 

 

Fornitori

424

1.032

1.091

1.150

1.206

Investimenti in immobilizzazioni

1.991

 

 

 

 

Personale

237

547

558

569

580

Imposte

 

130

308

366

424

Oneri finanziari

113

92

53

15


Altri pagamenti

77

77

77

97

107

Totale pagamenti

2.842

1.878

2.086

2.196

2.317

Incassi - pagamenti

(1.723)

641

618

677

747

BANCHE SALDO FINALE

(1.723)

(1.082)

(464)

214

961


Dal punto di vista strettamente economico, l’utile viene raggiunto già dal 2° anno di attività.


(valori in milioni di Euro)

2010

2011

2012

2013

2014

Valore della produzione






ricavi delle vendite e delle prestazioni

648

2.520

2.704

2.874

3.052

totale

648

2.520

2.704

2.874

3.052

Costi della produzione






per materie prime

121

458

482

507

533

per servizi

91

352

375

398

421

per il personale

 

 

 

 

 

salari e stipendi

185

428

437

446

455

oneri sociali

52

119

121

123

126

tfr

14

32

32

33

34

totale per il personale

250

579

590

602

614

ammortamenti

 

 

 

 

 

amm.to immob. immateriali

2

2

2

2

2

amm.to immob. materiali

99

198

198

198

198

totale ammortamenti

101

200

200

200

200

oneri diversi di gestione

212

222

234

245

252

totale

776

1.811

1.881

1.952

2.020

Differenza tra valore e costo della prod.

(128)

709

823

922

1.032

Proventi e oneri finanziari






proventi finanziari

 

 

 

 

12

interessi e altri oneri finanziari

145

121

77

36

16

totale

(145)

(121)

(77)

(36)

(4)

Risultato prima delle imposte

(272)

588

746

886

1.029

Imposte

 

130

308

366

424

Utile (perdita) dell'esercizio

(272)

458

438

521

604

Il patrimonio netto, in aumento di anno in anno, fornisce sufficienti garanzie ad eventuali investitori che volessero entrare nel progetto.


(valori in milioni di Euro)

2010

2011

2012

2013

2014

ATTIVO






IMMOBILIZZAZIONI






Immobilizzazioni immateriali

8

6

4

2


Immobilizzazioni materiali

1.882

1.684

1.486

1.288

1.090

Totale

1.890

1.690

1.490

1.290

1.090

ATTIVOCIRCOLANTE

 

 

 

 

 

Disponibilità liquide




214

961

Totale

 

 

 

214

961

TOTALE ATTIVO

1.890

1.690

1.490

1.504

2.051







PASSIVO






PATRIMONIO NETTO






Capitale sociale

20

20

20

20

20

Riserve

 

 

23

45

71

Utili (perdite) portati a nuovo


(272)

163

579

1.074

Utili (perdite) dell'esercizio

(272)

458

438

521

604

Totale

(252)

206

644

1.165

1.769

TRATT. DI FINE RAPP. DI LAVORO

14

45

78

111

144

DEBITI

2.129

1.439

768

228

137

TOTALE PASSIVO

1.890

1.690

1.490

1.504

2.051




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