Generalmente,
le società più interessanti per gli investitori istituzionali sono soggette
a numerose offerte di collaborazione da parte degli stessi. La scelta è condizionata
da una serie di variabili che devono essere oggetto di analisi di convenienza
congiunta. Tale analisi, ça va sans dir, è successiva all’applicazione
del modello proposto alla propria situazione aziendale. Pertanto, la scelta
del partner avverrà sulla base di tre parametri:
gli
obiettivi strategici aziendali;
l'ambito
geografico;
la
missione dell’investitore.
Il
primo punto è stato già ampiamente dibattuto. È solo il caso di fare un esempio:
se si tratta di un fondo che non prende dividendi (come di solito accade) può
essere consigliabile per le imprese ancora giovani e in dietro sulla curva del
ciclo di vita.
Con
riferimento al secondo, l’ambito geografico del partner istituzionale
può essere:
locale,
con forte interrelazione con le istituzioni finanziarie locali;
nazionale,
la gamma di servizi offerti inizia ad assumere un ruolo rilevante (M&A,
gestione della tesoreria, consulenza finanziaria e fiscale);
europeo,
l’offerta di servizi di natura finanziaria diviene sempre più sofisticata
e proviene da operatori esteri;
globale,
la necessità di confermare un’ottima immagine attraverso partner finanziari
leader a livello mondiale favorisce intermediari esteri con una presenza
su scala mondiale.
Infine,
la missione dell’intermediario può essere dedotta dal taglio medio degli
investimenti messi in atto e dalla dimensione delle imprese di cui ha acquistato
partecipazioni in precedenza.
Di
solito, un investitore è interessato a intraprendere un rapporto con un'azienda
soprattutto se si tratta di:
società
industriale dalle dimensioni significative (p.e. fatturato attorno ai 50 miliardi
di lire);
con
una forte posizione competitiva (leader di nicchia);
con
caratteristiche di estrema flessibilità e organizzate in “distretti”
che permette di esercitare un effetto moltiplicatore;
orientata
all'apertura ai mercati internazionali e al potenziamento della propria presenza
diretta in Italia e all'estero;
con
prospettive di forte sviluppo o con esigenze di ricambio generazionale;
con
importanti progetti di aumento della redditività meglio se già con performance
soddisfacente, stabile e consolidata;
disponibile
prima o poi ad andare in quotazione (borsa–Italia/estero) come way-out.