Gli investitori istituzionali: il Private Equity

Il primo canale di finanziamento mobiliare può essere individuato nel ricorso agli investitori istituzionali. Questa tipologia di intermediari ha come missione l’ingresso nel capitale di aziende non quotate per il miglioramento delle performance nell'interesse dell'impresa e, per questa via, degli azionisti: la realizzazione del valore dell’investitore dipende, dunque, direttamente dai risultati che si ottiene dell'impresa.

Benché gli spazi d'intervento siano enormi, in Italia tale fenomeno non ha raggiunto i livelli di altri Paesi maggiormente sviluppati come ad esempio USA, Gran Bretagna e Francia. Infatti, in Europa, l’Italia si posiziona soltanto al quarto posto per fondi raccolti cumulati nel 1996 con quasi 10.000 miliardi di lire, di cui il 15% raccolti nel solo anno 1996.

In Italia, l'attività di investimento istituzionale nel capitale di rischio di imprese non quotate  (Private Equity) ha storia recente, sebbene a partire dal 1986 –anno in cui nasce l’Aifi (Associazione Italiana degli Investitori Istituzionali nel Capitale di Rischio) - si segnala una vera e propria svolta. Oggi gli operatori del settore che agiscono in modo professionale e sistematico sono un numero significativo (circa 40 tra istituti italiani ed esteri associati all’Aifi).

Il quadro attuale degli operatori si è andato formando negli ultimi dieci anni, a partire dal 1987 con la normativa che regolamentava le Società di Intermediazione Finanziaria (Sif o merchant bank di emanazione bancaria). Verso la fine degli anni ’80 arrivano poi in Italia i fondi chiusi di diritto estero, mentre si deve aspettare fino al 1993 per vedere la normativa che consente l’istituzione dei fondi chiusi di diritto italiano. Infine, nello stesso anno vi è un altro cambiamento normativo significativo che introduce la possibilità per le banche di entrare nel capitale di rischio delle imprese, sostituendo e superando la delibera istitutiva delle Sif (il Testo Unico in materia bancaria e creditizia.
Oggi il Private Equity italiano si presenta composto dai seguenti soggetti:


Vantaggi del Private Equity

Il ricorso al Capitale di Rischio   Gli effetti sui risultati aziendali