L’eccessivo
indebitamento limita non solo il tasso di sviluppo ma anche la capacità netta
di autofinanziamento e tutte le leve competitive e finanziarie successivamente
attivabili. Le tardive operazioni di ristrutturazione finanziaria non potranno,
dopo che si è caduti nella “trappola del debito”, creare dal nulla tutto il
valore che in precedenza tale
tipo di crescita ha portato a perdere. Ne deriva, quindi, la necessità di impiegare
capitale qualitativamente, oltre che quantitativamente, idoneo: strada che
in fin dei conti solo il capitale di rischio può garantire.
I canali di finanziamento dello sviluppo attraverso capitale di rischio sono,
attualmente, assai più articolati che in passato. L’offerta di capitali è aumentata
in modo significativo, sia qualitativamente che quantitativamente, ma è necessario
individuare una metodologia per scegliere il canale di finanziamento che risponda
in maniera più adeguata alle proprie esigenze. Tale decisione è molto laboriosa
e l’offerta di capitali di rischio risulta selettiva per sua natura, pur essendo
riconducibile a:
Per aumentare le possibilità di successo nel reperimento delle risorse necessarie
è, dunque, opportuno che l’impresa selezioni correttamente, e sulla base delle
proprie esigenze l’interlocutore. In prima istanza, nell’operare la scelta più
conveniente, l’impresa dovrà principalmente tenere in debito conto lo stadio
del ciclo di vita in cui versa e la natura del fabbisogno finanziario e solo
successivamente le caratteristiche di costo e di flessibilità della copertura.
In estrema sintesi, le necessità finanziarie e, di conseguenza, le problematiche
da affrontare possono orientare verso canali di approvvigionamento di risorse
differenti.
I canali di approvvigionamento di capitali per lo sviluppo possono essere segmentati
sulla base delle esigenze collegate alle diverse fasi del ciclo di vita dell’impresa:
Tentando una sintesi di quanto elencato sopra con i principali canali di finanziamento
mobiliare per imprese non quotate si ha: