I 2 termini BUSINESS PLAN e BUSINESS MODEL rappresentano concetti diversi, ma andrebbero usati entrambi durante tutta la vita dell’impresa (non solo all’inizio – start up).

Differenza tra business plan e business model

Differenza tra business plan e business model

Il business model è il meccanismo attraverso il quale l’azienda genera valore, mentre il business plan è un documento che presenta la strategia della società e le performance economico-finanziarie previste per gli anni a venire.

Come si può vedere, il business model è al centro del piano industriale (o business plan).

Il modello di business descrive come l’azienda si posiziona all’interno della catena del valore della sua industria e organizza le relazioni con  fornitori, clienti e partner al fine di generare profitti. Il business plan traduce questo posizionamento in una serie di azioni strategiche e quantifica il loro impatto finanziario nel tempo.

Esempi di business model

Ecco alcuni esempi dei modelli di business più comuni:

Produzione

E’ il modello di business di base: la società vende prodotti e servizi che produce.

Per la validità del modello, l’azienda ha bisogno di generare abbastanza vendite per coprire i costi di produzione e di distribuzione.

Pubblicità

Qui l’obiettivo è quello di generare ricavi con la vendita di spazi pubblicitari.

Su Internet questo modello può essere segmentato in base al tipo di pubblicità:

  • CPM (costo per mille): l’inserzionista paga l’editore di un importo fisso per 1000 impressioni.
  • CPC (costo per click): l’inserzionista paga l’editore ogni volta che un utente fa clic su un annuncio. L’importo versato può essere fisso o stabilito attraverso un processo di asta.
  • CPA (costo per azione): l’inserzionista paga ogni volta che si esegue una determinata azione. Un’azione può essere per esempio una vendita o un lead (potenziale cliente). La quantità può essere fissa o impostata come percentuale del valore dell’azione.
    Questo modello di business è già un po ‘più complesso di quello di produzione, dato che l’azienda deve prima investire in modo da creare un vasto pubblico che possa attrarre gli inserzionisti, puntando sulla riconoscibilità del brand.

Questo modello di business che ha preso piede con il web, sta ultimamente perdendo quota (un po’ come tutto il mondo editoriale). Ne é un esempio la ristrutturazione aziendale e il ripensamento su un nuovo modello di business (ancora non individuato…) che la piattaforma Medium ha deciso di apportare (3 gennaio 2017): secondo quanto scrive il CEO Ev Williams la società dovrà licenziare 1/3 dei collaboratori chiudendo anche 2 uffici a New York e Whashinghton in quanto la pubblicità non riesce a generare sufficienti profitti.

“We need a new model”

    Commissione (o distribuzione)

    La società agisce come intermediario tra il venditore e l’acquirente e prende una percentuale su ogni vendita che ha aiutato a generare.

    Questo modello di business è in genere meno rischioso rispetto alle 2 precedenti (e quindi meno redditizio) come il livello di investimento richiesto può essere minore.

    L’abbonamento

    L’azienda riceve ricavi dai suoi abbonati a intervalli regolari.

    Questo modello di business ha un vantaggio chiaro: la società sa in anticipo quanto ricavi sta andando a generare. Il rovescio è che spesso ci vogliono diversi mesi per recuperare i costi di acquisizione che portano ad una minore generazione di cassa all’inizio del ciclo.

    Freemium

    L’azienda offre 2 versioni del suo prodotto. Una versione gratuita con una serie limitata di funzioni quale obiettivo per aumentare la consapevolezza circa il prodotto principale o per creare un effetto di rete. E una versione a pagamento, comprendente più funzioni, da cui si può generare un margine sufficiente a coprire il costo degli utenti liberi.

    Le chiavi del successo di questo modello di business devono essere in grado di generare enormi effetti di rete e/o per convertire un numero sufficiente di utenti free a pagamento (gran parte dei servizi web e start-up offrono questa soluzione).

    Accessori

    L’azienda offre un prodotto gratuitamente o ad un prezzo vicino al suo costo di produzione e genera un profitto sulla vendita di accessori. L’esempio classico di questo modello di business è la vendita di lamette da barba: i rasoi sono venduti ad un basso costo, ma bisogna comprare continuamente le lamette per essere in grado di usarlo.

     

    Business plan: bibliografia consigliata

    Per ulteriori informazioni sul business plan, si può dare un’occhiata alle guide su come scrivere un business plan o provare il nostro software gratuito per il business plan.